corso

BIO-BASED SOLUTIONS FOR CULTURAL HERITAGE

Biocleaning, disinfection and bioconsolidation

6 ore tot. 3 moduli

Il corso in breve

3 Moduli in live straming
Modulo 1: 28 febbraio 2024, 15:00 - 17:00 CET
Modulo 2: 29 febbraio 2024, 15:00 - 17:00 CET
Modulo 3: 1 marzo 2024, 15:00 - 17:00 CET
Lingua: inglese
Attestato di partecipazione

Obiettivi

  • Inquadramento e approfondimento del mondo microbico e delle tecniche di studio e caratterizzazione;
  • Panoramica delle possibili interazioni tra microorganismi e patrimonio culturale: biodeterioramento e biopulitura;
  • Approfondimento delle bio-tecnologie applicabili ai beni culturali;
  • Sviluppo di capacità critiche utili ad orientare la collaborazione tra ricercatori e professionisti per applicazioni di biorestauro;
  • Condivisione di prospettive legate alla costruzione di sperimentazioni e ricerche per l'individuazione di possibili strategie di restauro sostenibile.

Descrizione

Le possibili interazioni tra patrimonio culturale e sistemi (micro)biologici sono alla base di molteplici fenomeni, associati non solo al degrado dei materiali ma anche alla loro conservazione. La conoscenza di questi fenomeni risulta quindi fondamentale nella progettazione di interventi di restauro. Attraverso un approccio scientifico e sinergico, le ricercatrici ENEA approfondiranno il tema e offriranno una dimostrazione delle potenzialità dell’impiego di batteri e prodotti bio-based per una pulitura selettiva e modulabile “su misura”, nel rispetto della unicità di ogni opera d’arte.

Requisiti

Dotazione tecnica
  • Computer o tablet
  • Connessione internet a banda larga
  • Speaker o auricolari
  • Microfono e webcam

I nostri docenti

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Chiara Alisi

Laureata in Scienze Biologiche e PhD in Biologia Vegetale. Attualmente è Primo Ricercatore presso
l’ENEA-Casaccia di Roma, dove lavora su progetti di ricerca, nazionali e internazionali, incentrati sulle
biotecnologie microbiche applicate ai settori del biorisanamento ambientale e della conservazione e
restauro del patrimonio culturale. Dal 2018 al 2021 è stata responsabile scientifico del Progetto
bilaterale Italia-Messico sulla progettazione di materiali per il restauro a partire dalla mucillagine di
Nopal (fico d’india). È autrice di 40 pubblicazioni peer-reviewed e 10 capitoli di libri, curatrice di 3 libri
e co-autrice del brevetto europeo PCT/IT 2014/000246 “Processo biotecnologico per la rimozione di
depositi coerenti di origine organica ed inorganica da materiali ed opere di interesse storico-artistico”.
Ricopre ruoli di supervisore scientifico per assegni di ricerca, borse di studio nazionali e internazionali
e tutor di tesi di laurea e dottorato.

 

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Giada Migliore

Si è laureata in Biologia presso l’Università La Sapienza di Roma (2002). Dal 2004 è assegnista di ricerca presso l’ENEA e la Commissione Europea in progetti relativi all’ecologia microbica degli ambienti lagunari e allo sfruttamento dei batteri a fini energetici e industriali. Dal 2009 è ricercatrice presso l’ENEA SSPT-PROTER-OEM su tassonomia ed ecologia microbica in siti contaminati e beni culturali. Nel campo dei beni culturali, lavora sulla caratterizzazione dei biofilm deteriogeni e sullo sviluppo di nuovi prodotti a base biologica, estratti vegetali e ceppi microbici non tossici e selettivi, per la rimozione di depositi organici e inorganici e film microbici.

 

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Anna Rosa Sprocati

Anna Rosa Sprocati è una biologa, già ricercatrice dell’ENEA, docente e inventore di un brevetto europeo (ENEA-EP-3046779-B1). In 40 anni nell’ ENEA ha guidato team di lavoro sulle biotecnologie microbiche applicate al biorisanamento/bioenergia/patrimonio culturale. Ha ricoperto incarichi di docenza a contratto presso l’Università La Sapienza, insegnando “Microbiologia ambientale applicata ai beni culturali” (2004-2011) e “Riqualificazione ambientale” (2017-2018). Anna Rosa è stata esperta indipendente della Commissione Europea per la valutazione delle proposte PF7-KBBE-4 e ha ricevuto i premi “ENEA Excellence” e “SMAU Smart Communities”. Attualmente collabora come Honorary Fellow con le Università La Sapienza e Tuscia e con diverse Istituzioni Culturali. È laureata in biologia e ha frequentato corsi di biotecnologia presso l’Università Paris-VII e il MIT. 

 

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Flavia Tasso

Laureata in Scienze Biologiche all’Università La Sapienza (Roma) nel 2000. Dal 2001 al 2003 ha lavorato come ricercatrice nell’industria farmaceutica Merck-Serono dove si è occupata dello sviluppo di metodi per il controllo microbiologico della qualità dei farmaci. Dal 2003 lavora in ENEA (SSPT-PROTER-OEM) prima come Assegnista di ricerca e poi come Ricercatore. I suoi principali campi di ricerca sono: le biotecnologie microbiche per applicazioni ambientali, industriali e nel campo dei beni culturali, la caratterizzazione di pool microbici e l’isolamento e la conservazione di microrganismi con funzioni utili per il biorisanamento e biorestauro (Collezione microbica ENEA-Mirri). E’ co-autrice del brevetto europeo PCT/IT 2014/000246 e di articoli scientifici e capitoli di libri su microbiologia ambientale,  biorisanamento e restauro sostenibile.